disegno come espressione e comunicazione

il disegno (manuale o elettronico) è uno strumento che ha principalmente lo scopo di esprimere un’intenzione progettuale (o un punto di vista) e di comunicare, trasmettere, un messaggio, un contenuto a qualcuno che lo riceva e, magari, lo traduca in qualcosa d’altro.

“E’ naturale che, in un modo convenzionale o in quello che gli è proprio, ogni architetto deve saper tradurre nei simboli disegnativi i suoi progetti.

Due sono essenzialmente le ragioni per cui un architetto deve sapersi esprimere: la prima è di saper estrarre da sé delle immagini corrispondenti all’intenzionalità essenziale dell’opera che sta per compiere; la seconda è, una volta fissata l’immagine conclusiva, di predisporre, a beneficio di chi dovrà eseguire il lavoro, quel corredo di elaborati che ne sviscerano le diverse parti e i diversi aspetti, in modo che i disegni siano una sorta di analisi, atta a ricomporsi durante la formazione dell’oggetto nell’ordine dei tempi di esecuzione, sicché si determini, secondo la volontà di forma presentita nell’unità dello spazio, un’unità non suscettibile di alterazioni senza che ne soffra la validità dell’opera, sia dal punto di vista pratico che da quello (in cui figurativamente si esprime) della sua coerenza stilistica.

Il primo tipo di disegni (schizzi, abbozzi, prospettive, assonometrie, ecc.) è il più personale e meno trasferibile alla capacità dei collaboratori: in esso la ricerca dell’espressione corrisponde ad una genetica interna di carattere simile al biologico: è un organismo che si sta sviluppando in un altro organismo. Ma per quanto personali, indicative, simboliche, è utile che queste immagini siano la mediazione tra l’inconscio e il conscio del soggetto che opera , affinché possano proporsi alla sua autocritica oggettivamente.

Ancor più necessaria è una previsione dell’oggetto costruito per i rapporti tra l’artista e i consumatori che dovranno apprezzare il prodotto per poter decidere.

I disegni dei moderni e quelli degli antichi si differenziano per il gusto, stilisticamente caratteristico, riferito anche alle mutate condizioni di altri campi della cultura (segnatamente la pittura), ma pure per i modi diversi si possono riportare a una medesima radice metodologica e pratica, perché essa corrisponde a certe costanti della struttura individuale, non suscettibile di variazioni apprezzabili.

Il secondo tipo di disegni è di carattere strumentale. ma gli strumenti non sono efficienti se la scrittura, e quindi la lettura, non sono immediate e se l’impostazione non é stata dunque chiara.”

(E. N. Rogers)

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