ogni generazione dovrà fabbricarsi la sua città

con queste parole, antonio sant’elia concludeva il suo “manifesto per l’architettura futurista” (1914).

http://web.tiscali.it/antonio_santelia/

i suoi disegni, più che progetti “visioni” di un mondo futuro, hanno sempre affascinato artisti, scrittori, architetti.

tempo fa ho rintracciato il sito di lombardiabeniculturali, che dal 2007 sta ricongiungendo vari archivi online di materiali culturali lombardi; in esso, tra gli altri infiniti documenti, sono raccolte (e visibili) decine e decine di disegni originali di sant’elia.

http://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/autori/2876/

molto interessanti sono anche gli indici delle schede sui beni architettonici catalogate originariamente dal sirbec (http://www.lombardiabeniculturali.it/sirbec/)

in questo video, invece, (segnalato da 02blog.it) un architetto tedesco – felix wirth – ne ha modellato e interpretato la stazione per treni ed aerei (1914).

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