muri di frontiera

frontiera usa-mexico

…la prima osservazione che viene in mente a caldo è: “abbattili!”.

poi, la video-intervista, postata dall’università di berkeley – california, mostra le provocatorie ed ironiche proposte dell’architetto ronald rael (http://www.rael-sanfratello.com/?p=19) per usi “alternativi” del muro di frontiera in costruzione lungo la frontiera tra stati uniti d’america e messico (…800 MIGLIA di muro di frontiera!):

le idee illustrate tentano di “ridisegnare” la barriera per rallentare (nota bene: non “fermare”) l’immigrazione clandestina negli stati uniti d’america e contemporaneamente trasformarla economicamente, socialmente ed ecologicamente per beneficiarne da entrambe le parti (una biblioteca di frontiera, dove scambiarsi i libri da una parte all’altra del muro; pannelli o collettori solari per immagazzinare l’energia termica del deserto; sistemi di bonifica dei fiumi e di purificazione dell’acqua piovana; un muro ciclo-pedonale che si intreccia sulla linea di confine, ecc.).

ok.

ok.

…ma di nuovo la prima osservazione torna anche come (inutile) ultima: “abbattili!”

monumento di confine

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