lo scrittore e i colleghi architetti (milano, PII porta volta / bramante)

http://ordinearchitetti.mi.it/index.php/page,Notizie.Dettaglio/id,2454/type,oa

riprodotte dal sito dell’ordine degli architetti di milano, le pagine del corriere della sera degli ultimi giorni, riportano una interessante discussione in tema architettonico: il piano di intervento integrato dell’area ex-enel procaccini/bramante:

http://www.comune.milano.it/portale/wps/portal/CDM?WCM_GLOBAL_CONTEXT=/wps/wcm/connect/contentlibrary/In%20Comune/In%20Comune/Strategia%20di%20Sviluppo/Piani%20di%20Iniziativa%20Privata/Area%20Nord%20-%20Ovest/ENELPortaVolta_NordOvest_IniziativaPrivata_StrategiaSviluppo#

per cominciare, i commenti “senza filtro” di gianni biondillo, scrittore e giallista con formazione da architetto (http://it.wikipedia.org/wiki/Gianni_Biondillo)

“Gentilissimo sindaco Pisapia (…) Quel progetto è semplicemente scandaloso.
Il lotto attualmente occupato dall’edificio storico dell’Enel, che ha una qualità storico-architettonica evidente, verrà raso al suolo per essere sostituito da un volume edilizio che ne rioccupa lo stesso sito, ma che, con la sua sorda volumetria, parodizza la memoria storica, annichilendola. Non è semplicemente un brutto edificio, è la sublimazione della mediocrità. L’esaltazione della rendita fondiaria fatta intonaci, balconi, serramenti.
Signor sindaco, lasciar intaccare in modo così radicale il centro abitato, lasciare che il mercato ponga le mani sul tessuto urbano con ludibrio, violentando la città, non è politica, è connivenza. Ciò che si sta perpetrando ai danni del nostro territorio è irreversibile, appena verrà innalzata la staccionata del cantiere la ferita non sarà più rimarginabile.”.

altre frasi dall’articolo:

“(…) totale piattezza creativa (…) un volume che ha la stessa grazia di un oscuro ministero della Corea del Nord (…) noiosa monumentalità d’accatto (…) limitatezza di un’imprenditorialità  (…) spiazzo insulso”.

parole pesanti per concetti importanti. poi, l’attacco diretto e personale:

“(…) Il progettista di tutto ciò ha un nome: Giancarlo Perotta. È l’autore dei due grattacieli di fronte alla stazione Garibaldi, concettualmente già vecchi quando vennero edificati negli anni rampanti della Milano da bere. Talmente inadeguati che non hanno retto il volgere di neppure due decenni, subendo un inevitabile restyling. È l’autore della Stazione Bovisa, dell’Ospedale San Paolo, del complesso residenziale in via Sesia… una pletora infinita di segni raffazzonati, una male orecchiata idea di progettazione urbana, una concezione stereometrica dell’edificato ai limiti dell’autistico. Un’idea di architettura che è una continua emulazione fallita di modelli incompresi e irraggiungibili.”.

chi trova gradevoli, belli, interessanti gli esempi citati alzi la mano! quindi, l’esortazione alle forze politiche:

“(…) siete consapevoli del male che avete fatto e continuate a fare al corpo sfinito di una metropoli che da troppo tempo sogna di rialzarsi, ma che subisce di continuo la zavorra del vostro scarso coraggio?”.

…nerbate per tutti!

il presidente dell’ADI (associazione per il disegno industriale, destinataria di un immobile che sarà la sua nuova sede, posto all’interno dell’intervento complessivo) risponde citando esempi europei: non vorrà davvero paragonare il progetto approvato con l’architettura contemporanea del vecchio continente?

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il sindaco pisapia replica a sua volta, trincerandosi dietro la “partecipata assemblea di cittadini” che del progetto “ha dato una valutazione positiva”, ma almeno coglie forse l’aspetto più sottile e delicato della polemica di biondillo:

“Condivisibile è, invece, quello che mi pare il punto centrale della riflessione di Biondillo e cioè la valutazione complessiva della progettazione e degli interventi urbanistici, compresa la necessità di un impegno comune di tutti i soggetti in campo.
Non a caso nella lettera si fa riferimento a molti attori, tra i quali i docenti del Politecnico e le imprese di costruzioni, che possono contribuire a trovare soluzioni, anche innovative, per il domani di Milano. Il tutto, naturalmente, nel rispetto delle norme e delle competenze di ciascuno perché il ruolo di un amministratore pubblico è limitato dalle leggi (basti pensare che in questo momento non è possibile imporre concorsi internazionali su aree private)”.

di certo, il giudizio e il “gusto” di chi approva i progetti è sempre soggettivo, ma il troppo è troppo. la reazione del progettista chiamato in causa, giancarlo perotta (già lontani ricordi universitari lo dipingevano come un “appassionato della bruttezza”: http://www.gizmoweb.org/2012/01/il-brutto-dell%E2%80%99architettura-ovvero-lo-strano-caso-di-giancarlo-perotta/) è ovviamente impermalita e francamente disordinata.

infine, un gruppo di colleghi del prof. perotta – architetti e docenti a loro volta – riprende il tema più importante della questione:
“oggi la battaglia per la bellezza dei luoghi è strategica, sia dal punto di vista economico che dal punto di vista etico, cioè politico.
È una battaglia di progresso e futuro, che salvaguarda da una parte la memoria vera, attiva e non malinconica dei luoghi, e dall’altra chiede progetti innovativi, diversi, che facciano scuola, ambiziosi nel loro desiderio diffuso di qualità sociale e ambientale. (…) Chiediamo coraggio.”.

ecco: coraggio!

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