un terreno comune.

dal 29 agosto al 25 novembre si svolgerà a venezia la consueta biennale di architettura: il direttore di questa edizione, il britannico david chipperfield; il tema: common ground.

molto stimolanti i punti di riflessione delle premesse proposte da chipperfield (http://www.labiennale.org/it/architettura/mostra/chipperfield/).

occorre “riaffermare l’esistenza di una cultura architettonica costituita non solo da singoli talenti, ma anche da un ricco patrimonio di idee differenti riunite in una storia comune, in ambizioni comuni, in contesti e ideali collettivi”.

“mentre il mondo sembra assecondare sempre più gli obiettivi del singolo, appare sempre più difficile definire l’idea di comunità, di città, di pubblico e di comune”, eppure “in una città desideriamo ancora trovare i simboli che suggeriscono l’identità collettiva”.

chipperfield definisce le nostre città come risultato di una “tensione dinamica tra l’individuale ed il collettivo”.

l’avvilente svilimento della disciplina architettonica, che cerchiamo di praticare con strumenti “goffi e rudimentali”, deve essere contrastato innanzitutto con “la ricerca degli elementi condivisi all’interno di ciò che è apparentemente diverso”, con il fine di “elaborare strategie per affrontare la nostra condizione comune e il nostro stranamente costante bisogno di sentirci parte di un mondo più grande di quello necessario al benessere individuale”.

“l’architettura richiede collaborazione. (…) coinvolge forze commerciali e visione sociale, deve fare i conti con le richieste delle istituzioni e delle grandi aziende e con i bisogni e i desideri dei singoli. (…) ogni grande costruzione è una straordinaria prova dell’abilità dell’uomo a unire forze per realizzare qualcosa per conto di altri”.

compito dell’architetto (troppo spesso identificato come “un antagonista o un fornitore di servizi”) è rilevare, esaltare il risultato della collaborazione di forze differenti orientate all’ottenimento di un grande risultato (la costruzione).

compito dell’architettura è sviluppare “resistenza agli elementi e alle forze del caos. l’architettura (…) può creare un mondo all’interno di un altro mondo, dando ordine e senso attraverso il valore dei propri sforzi”.

tutto ciò deve essere compiuto partendo dal terreno comune di storia, esperienza, immagini e linguaggi con l’attenzione simultanea a contrastare la tendenza ad elaborare immagini e forme prive di senso, a cedere al sentimentalismo o ad opporsi al progresso.

…è necessario (e confortante!) ogni tanto alzare lo sguardo, volare alto, per ritrovare i propri stimoli a procedere nella professione, contro ostacoli di ogni genere e crisi economiche e di risorse.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in architettura (progettare), ispirazioni (ascoltare), luoghi (abitare) e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...