giò ponti. la vida es sueño.

ieri sera proiezione del documentario di marco poma, offerta dall’ordine degli architetti di monza e brianza:

http://www.youtube.com/watch?v=sIrolVBSBw4

l’efficace ritratto che viene tratteggiato dalle voci dei figli di giò ponti (“l’uomo che visse due volte”) e degli architetti che lo hanno conosciuto ed apprezzato (commovente la testimonianza di ettore sottsass, “confusa” quella di alessandro mendini) delinea un progettista totale, appassionato ed insonne, che grazie anche a committenti coraggiosi, sviluppa la propria ricerca poetica.

generosità, impulso irrefrenabile al progetto a qualunque scala, fiducia nelle capacità di artigiani e maestranze, divertimento e coinvolgimento nell’attività creativa sono i caratteri di questa figura storica.

l’architetto giulio presente in sala, onesto figlio del maestro, mostra la propria stupita ammirazione per l’attuale tendenza alla sostenibilità, alla mobilità, alla leggerezza (temi peraltro evidentemente già intuiti dal padre decenni fa) ed illustra con diversi esempi (piano, cucinella, il masterplan di expo 2015) i princìpi che dovrebbero guidare la mano di ogni progettista: funzione, forma, materiale.

le immagini più divertenti, originali, memorabili di giò ponti sono:

le “lettere al mio protettore”, scritte (disegnate!) ed inviate al cardinale motolese, committente della concattedrale di taranto;

l’idea di “coinvolgere progressivamente il cielo nell’architettura”;

la frase riferita a pier luigi nervi durante la progettazione delle strutture della “torre pirelli” (una “fanciulla alta e snella”): “adesso andiamo a caccia dei pesi inutili”;

gli “arredi autoilluminati” e le “finestre arredate” i lavabi montecatini blu, la “poltrona di poco sedile”;

i disegni positivi-negativi delle ceramiche e dei piatti progettati da giò ponti che richiamano l’immagine della facciata a vela della cattedrale di taranto riflessa nello specchio d’acqua antistante il sagrato;

la capacità di progettare ogni dettaglio della costruzione, ricominciando e reinventando tutto da capo, ogni volta che ci si assegna un compito;

il pensiero all’illuminazione (auto-illuminazione), degli edifici anche di notte (ponti dormiva poche ore per notte) e alla “sospensione” delle coperture degli edifici (pirelli, villa planchart) come “foglie leggere posate sopra”.

(immagini dalla rete)

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in architettura (progettare), ispirazioni (ascoltare), luoghi (abitare) e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a giò ponti. la vida es sueño.

  1. Pingback: giò ponti. rassegna stampa. | roberto_arrigoni_architetto

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...