àlvaro siza. italia. europa.

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/08/24/alvaro-siza.html

su repubblica del 24 agosto un’intervista al maestro portoghese àlvaro siza, premiato a venezia con il leone d’oro alla carriera.

dopo un cenno al “suo” museo di arte contemporanea a napoli (http://www.museomadre.it/siza.cfm) che pare non viva un periodo felice (e quale museo, in italia, di questi tempi?), di seguito alcuni passaggi significativi:

«a napoli ho cercato di sparire e di non farmi prendere dalla voglia di lasciare un segno».

sul lavoro in italia:

«è molto complicato. è stimolante muoversi in mezzo a secoli di cultura e di storia. il problema è che diverse iniziative vengono avviate, ma non si portano a termine».

sulla crisi economica:

«più che l’architettura, occorre domandarsi come gli architetti vivono la crisi. io penso con angoscia ai più giovani che nel mio paese o in spagna non trovano lavoro e quello che avevano l’hanno perso. conosco molte situazioni drammatiche nella zona di barcellona, dove ho alcuni cantieri. chi può va via. ma ormai il lavoro si trova in cina o in corea».

sulla bolla immobiliare e sulla responsabilità degli architetti:

« gli architetti vengono incaricati da un committente. possono rifiutarsi, certo. ma in queste condizioni è sempre più difficile dire di no. e se qualcuno dice di no, l’imprenditore chiama altri architetti. il problema non sono gli architetti, ma chi specula sulla risorsa del suolo».

sull’architettura e sul dialogo alla ricerca di soluzioni:

«certo, l’architetto dialoga con le persone, con chi abiterà le case che sta costruendo. suggerisce innovazioni. ma il problema non è la mancanza di abitazioni. il problema è che mancano le case per quella parte di popolazione più debole economicamente, che è sempre di più in europa».

sulla qualità dell’architettura in europa:

«c’è buona architettura e meno buona architettura. ma più di prima la qualità dipende dalla committenza e da quanto gli architetti si lasciano condizionare. (…) ora sto lavorando con molto profitto in corea del sud, dove si incontrano ottimi committenti, imprese di costruzione competenti e tanta fiducia nel futuro».

sul disegno in architettura:

«nessun mezzo a disposizione di un architetto da solo è sufficiente. sono tutti incompleti e complementari: il disegno è imprescindibile e persino lo schizzo rapido è insostituibile. ma lo schizzo da solo, appunto, può essere ingannevole».

sulla citazione di pessoa “perché ho la dimensione di ciò che vedo e non la dimensione della mia altezza”:

«a un architetto la frase di pessoa ricorda quanto valga l’apertura verso l’altro e quanto questa sia più importante dell’attenzione su di sé».

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(immagini dalla rete)

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