individualismo e società orizzontale.

su “la repubblica” di domenica scorsa, un’interessante riflessione.

sempre più diffusi sono la crisi dei rapporti sociali, la mancanza di fiducia nella politica, il costante rifugiarsi nella rete (o nella realtà virtuale che i dispositivi elettronici consentono).

“il mito del farsi da se stessi, dell’ autogenerazione, come quello del farsi giustizia da sé, è un mito che il liberismo contemporaneo ha assunto come un suo stemma. in realtà nessuno è padrone delle sue origini, come nessuno può essere salvatore del mondo. non esiste comunità umana senza mediazione istituzionale, senza mediazione simbolica, senza il lavoro paziente della traduzione della lingua dell’Altro. divento ciò che sono solo passando dalla mediazione dell’Altro (famiglia, istituzioni, società, cultura, lavoro, ecc.) e non solo attraverso le esperienze personali che ho fatto.“.

si tratta di una crisi “nel nome di una società orizzontale che esalta i diritti degli individui senza dare il giusto peso alle loro responsabilità evapora la dimensione della mediazione simbolica: fare gli interessi della collettività è percepito come un abuso di potere contro la libertà dell’ individuo”.

occorre prestare attenzione, poiché “(…) l’ individualismo si afferma nella sua versione più cinica e narcisistica investendo la dimensione della mediazione simbolica di un sospetto radicale: tutte le istituzioni che dovrebbero garantire la vita della comunità non servono a niente, sono, nella migliore delle ipotesi, zavorre, pesi arcaici che frenano la volontà di potenza dell’ individuo o, nella peggiore delle ipotesi, luoghi di sperpero e di corruzione osceni.”.

individualismo e caduta di fiducia nelle istituzioni costituiscono un grave rischio, nonostante tutto.

il caso della politica “si impone come esemplare. Il luogo che secondo aristotele deve riuscire a determinare l’ integrazione pubblica delle differenze individuali sotto il segno del bene della polis (…) si è rivelato corrotto dalla affermazione più scriteriata degli interessi individuali. il politico liberato dal peso dell’ ideologia si è ridotto a un furfante che ruba per se stesso. eppure non si può rinunciare così facilmente alla politica, l’arte della mediazione. perché i rischi sono evidenti, li abbiamo visti in questi anni, tra leadership carismatiche e fondazioni mitiche. li vediamo oggi quando avanza un nuovo populismo che si appoggia sulla democrazia tecnologica garantita dalla rete per evitare la “truffa” della mediazione politica. ma il populismo non è forse una forma radicale di pensiero anti-istituzionale che rigetta la mediazione simbolica affermando l’illusione di una democrazia diretta puramente demagogica?”.

attenzione dunque a non smarrire le nostre umane capacità di mediazione e di capacità di analisi critica.

anche e soprattutto nei confronti di chi ci circonda, poiché nessuno di noi può seriamente immaginare che le nostre azioni (o in-azioni, o re-azioni) non generino conseguenze sulle azioni (e sulle vite) degli altri.

(qui l’articolo integrale, a firma di massimo recalcati)

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in ispirazioni (ascoltare), libri (pensare) e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...