architettura in video.

il sito archdaily qui segnala il canale youtube architectures che raccoglie parecchi video-documentari di architettura.

dai classici alle opere meno note, tutti interessanti, tutti in inglese.

qui tre esempi significativi:

il dogma architettonico di mies van der rohe. un cristallo.

il trionfo senza tempo della razionalità e della produttività.

la poetica della sensibilità materica, del non finito, della luce modellatrice dei volumi, dell’immersione nel terreno naturale.

buona consultazione.

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Analisi del 2015

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2015 per questo blog.

Ecco un estratto:

Una metropolitana a New York trasporta 1 200 persone. Questo blog è stato visto circa 6.300 volte nel 2015. Se fosse una metropolitana di New York, ci vorrebbero circa 5 viaggi per trasportare altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

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archsmarter. aiuti per gli architetti.

già richiamato in un post precedente, archsmarter è un blog creato nel 2014 da michael kilkelly, architetto statunitense di midtown, connecticut.

esperto di revit e della sua personalizzazione, l’autore arricchisce il blog con consigli per il miglior uso di strumenti utili alla professione (contemporanea) dell’architetto.

del tutto condivisibile la sua convinzione che, oltre alla conoscenza approfondita di uno strumento (cad, bim, matita che sia), ad un architetto in effetti convenga saper maneggiare – o per lo meno sapere a che servono – decine di altri software e dispositivi tecnologici, indipendentemente da quanto siano “apparentemente” di pertinenza del suo mestiere quotidiano.

una serie di articoli evidenziano la sua passione e professionalità per il software BIM per eccellenza: speriamo che la fertilità delle sue suggestioni non si esaurisca.

è dalla contaminazione, infatti, dal contagio, dalla mescolanza di ingredienti anche molto differenti che scaturiscono le intuizioni e le idee, la creatività.

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expo2015. the opening.

concerto lirico e sinfonico dalla piazza del duomo a milano, alla vigilia dell’apertura degli otto mesi di expo 2015.

come e più dell’anno scorso, un’esperienza coinvolgente che dona la soddisfazione di aver contribuito alla finalizzazione di un evento di tale portata.

la gratitudine per la fortuna di aver lavorato con decine e decine di capaci maestranze che hanno oscuramente e faticosamente costruito con il “ferro”, il “legno”, la “tecnica”, lo scenario per lo spettacolo in mondovisione.

la consapevolezza, tuttavia, che il mondo dell’allestimento concerti, avendo poco a che fare con il mondo dell’edilizia, fatica, e molto, ad adeguarsi alle normative.

ma sempre di mondo del lavoro si tratta.

e sempre della sicurezza dei lavoratori ci si dovrebbe innanzitutto occupare.

senza sconti. senza scorciatoie. senza improvvisazioni.

…quelle lasciamole a chi sta SUL palcoscenico.

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torino. di nuovo. renzo piano. ancora.

interessante galleria di immagini di un cantiere diventato edificio.

di certo la vista dal livello panoramico deve essere strepitosa: il fotografo del renzo piano building workshop ha selezionato alcune riprese d’effetto.

al di là di alcune “cifre” ormai canoniche per l’archistar di genova (setti vetrati svettanti, giardini pensili o seminterrati, sale conferenze/teatrali come macchine, pelle vibrante di cristalli e moduli fotovoltaici), impressionano gli allineamenti del grattacielo con il tessuto di fondazione della città.

e mette un po’ i brividi (…no?) il panorama delle alpi in parte nascosto come da un dito davanti all’obiettivo dalla prepotente (tozza) sagoma della nuova torre.

nulla a che vedere con la cupola rampante (elegante) della mole dell’antonelli che come un ago sottile cuce il tessuto della città con il telo innevato delle motagne retrostanti.

scusa, renzo.

ne riparleremo magari dopo una gita a torino.

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più qualità. più efficienza. più efficacia. in 21 suggerimenti.

come è facile intuire, la percezione del tempo a nostra disposizione è un fenomeno che si adegua alle condizioni particolari del mondo nel quale viviamo.

dacché abbiamo stabilito – mediante l’invenzione ed il perfezionamento di segnatempo orologi cronografi  – l’equivalenza tempo = denaro, oggi ogni minuto che impieghiamo in attività che ci appaiono meno remunerative di altre, ci pare sprecato. così pure il tempo libero.

allora ecco fiorire manuali strategie consigli sul migliore uso del nostro tempo.

colorsdi certo, i 21 suggerimenti riassunti in 4 massime che archsmarter ci regalano sono qualcosa di applicabile non solo alla professione di architetto, ma sono validi per ogni campo di attività ed esperienza umana.

i miei preferiti…

(pianifica il tuo lavoro)

1. efficienza è fare le cose nel modo giusto, efficacia è fare le cose giuste: priorità all’efficacia e poi guadagno dell’efficienza.

2. principio di 80/20 (erroneamente definito come “principio di pareto“, in realtà principio di juran”): l’80% del risultato deriva dal 20% degli sforzi. in altri termini: non concentrarti sul lavoro ma sul risultato. oppure: “meno quantità, più qualità”.

(concentra il tuo tempo)

7. prova a lavorare per qualche ora in meno. non in più.

9. per usare le parole di Mark Twain “mangia la ranocchia”! “quando mangi una ranocchia viva come prima cosa la mattina, niente di peggio può più capitarti durante la giornata…

10. raggruppa compiti/mansioni/impegni simili o correlati: lavorando su molteplici progetti è più redditizio svolgere compiti simili in serie.

(organizza le tue informazioni)

12. MINIMIZZA LE RIUNIONI! prima di programmarne anche solo una chiediti se è DAVVERO necessaria… e, se proprio non puoi rinunciarvi, concentrati sul suo scopo, fissa un tempo limite e riduci i partecipanti al numero minimo indispensabile: come si dice da queste parti “cent côo, cent cràp, cent cüu, dusent ciàpp”.

(conosci i tuoi strumenti)

tools16. cosa contiene la tua cassetta degli attrezzi? un veloce inventario degli strumenti (fisici e digitali) che adoperi ogni giorno ti permetterà di ridurre il numero degli strumenti al minimo indispensabile.

18. usa la tastiera! mentre il tuo mouse vaga senza méta tra infiniti pannelli di menù, le mie dita volano sulla tastiera e sulle scorciatoie dei tasti. e non sto parlando solo di “controlcì/controlvì/controlìcs”…

19. riusa ogni cosa (e non vale solo per il lavoro…).

20. personalizza i tuoi strumenti. esattamente come un martello, una matita, prendono la forma delle tue mani, anche gli strumenti informatici possono essere “addestrati” ad imparare il tuo tocco, la tua impronta!

(un’ultima cosa)

divertiti. se fai questa professione e non cedi, è perché ti piace progettare, costruire, inventare, sognare…

vai.

ah. e buona primavera.

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ristrutturare casa? semplifichiamo.

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semplifichiamo, sì. ma non facciamola facile!

se il sito del governo italiano incentrato sul tema “casa” appare semplice e facilmente leggibile (grafica gradevole, pochi collegamenti che rinviano sostanzialmente alle medesime pagine, ecc.), lo spot televisivo invece è fuorviante.

per ristrutturare una casa, dividerne una in due oppure unirne due in una sola, sembra che la ricetta sia davvero (troppo) semplice:

1 – trasmetti una comunicazione al comune;

2 – inizi “subito” ad eseguire i lavori;

3 – presenti meno documenti;

4 – non paghi contributi di costruzione;

5 – il comune pensa all’accatastamento della tua casa.

leggendo però quanto scritto sul sito, scopriamo che:

1 – “è necessario, prima di dare inizio ai lavori, trasmettere al comune (…) la Comunicazione di Inizio Lavori, la così detta CIL, accompagnata da una asseverazione di un tecnico abilitato alla professione”. (ad esempio: qui il modulo CIL del comune di milano, qui quello del comune di monza).

ecco, l’asseverazione è un atto pubblico, mediante il quale un professionista tecnico abilitato (in ordine alfabetico: architetto, geometra, ingegnere) verifica la fattibilità dell’intervento e produce una relazione tecnica che sottoscrive a propria responsabilità.

il sito recita ancora: “ricordati che se tra i vari interventi che dovrai fare nell’appartamento sono previste opere che riguardano le parti strutturali non si potrà utilizzare la CIL e si dovrà utilizzare il modulo di Segnalazione Certificata di Inizio Attività, la così detta SCIA”.

la semplificazione si riduce ancora: interventi sulle parti strutturali devono essere progettati e sottoscritti da un tecnico (architetto o ingegnere) e gli aspetti da considerare sono ancora più approfonditi.

e infine: “mi raccomando non puoi modificare la volumetria complessiva degli edifici e non puoi modificare la destinazione d’uso, per esempio non puoi far diventare una casa un ufficio o altro”. 

2 – effettivamente, solo nei casi di CIL (o CIAL), l’inizio dei lavori può avvenire contestualmente.

in tutti gli altri casi, occorre attendere come minimo 30 giorni!

3 – i documenti da presentare, come elencati sul sito, sono in realtà – da sempre! – gli stessi:

  • elaborato progettuale, cioè i disegni che fanno vedere le modifica dell’alloggio; (ndr: naturale)
  • comunicazione di inizio dei lavori asseverata, cioè sottoscritta da un professionista tecnico abilitato, il quale attesta, sotto la propria responsabilità, che i lavori sono coerenti con le regole e i piani approvati e che sono compatibili con la normativa in materia sismica e con quella sul rendimento energetico nell’edilizia e che i lavori non interessano le parti strutturali dell’edificio; (ndr: …appunto!)
  • dati che identificano l’impresa alla quale si intende affidare la realizzazione dei lavori, che dovranno essere contenuti nella comunicazione di inizio lavori.
  • quando i lavori saranno ultimati si potrà (ndr: si dovrà) inviare al comune anche una comunicazione di fine lavori.

4 – i contributi da versare al comune, per l’esecuzione dei lavori, diminuiscono. questo, finalmente, è vero, ma sempre e solo nel caso di modifiche interne, unione o divisione di immobili residenziali.

“con lo Sblocca Italia per i lavori di frazionamento o accorpamento degli appartamenti i costi sugli oneri da pagare al comune sono sostanzialmente diminuiti.

Dovranno essere pagati solo nel caso in cui le trasformazioni effettuate determinano un aumento della superficie calpestabile dell’ appartamento che genera una erogazione maggiore di servizi da parte dell’amministrazione comunale, il così detto “carico urbanistico” (necessità di più acqua, più fognatura, più parcheggi……).
I costi da pagare sono quantificati, comunque, solo rispetto alle opere di urbanizzazione, il costo di costruzione non dovrà essere pagato.

Il calcolo degli oneri da pagare sarà quantificato dal comune secondo determinate tabelle parametriche deliberate dall’ amministrazione comunale”.

5 – “questa comunicazione (ndr: quella di fine lavori) è valida ai fini dell’aggiornamento delle variazioni catastali (primo comma lettera b) dell’ art 17 regio decreto 13 aprile 1939 n. 652) e obbliga l’amministrazione comunale a inoltrare tempestivamente e direttamente la documentazione ai competenti uffici dell’Agenzia delle entrate”.

tutto vero. peccato però che la predisposizione dei moduli e degli elaborati grafici per il nuovo accatastamento, nonché il deposito degli stessi è sempre a carico del proprietario – mediante un tecnico abilitato – come riportato, ovviamente, su ciascuno dei due moduli in esempio (milano, pag. 6 di 11; monza, pag. 4 di 7).

attenzione, quindi. semplificazione non significa che diventa tutto possibile o tutto facile né, tanto meno, tutto rapido!

i professionisti abilitati (architetti, geometri, ingegneri) lavorano per accompagnare i proprietari nell’esaudire i propri desideri, nel risolvere i propri problemi, nel rispettare le norme e le procedure.

in altri termini, lavorano per garantire gli interessi dei propri clienti, sulla base di un rapporto di fiducia reciproca.

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