villaggio eni. “la neve sui tetti delle case deve restare” (e. gellner).

organizzata dall’ordine degli architetti di monza e brianza, proiezione serale del film “villaggio eni. un piacevole soggiorno nel futuro” di davide maffei, con alessandro barbieri e marco maselli.

il villaggio sociale fu realizzato dalla metà degli anni cinquanta su progetto dell’architetto edoardo gellner, per impulso di enrico mattei.

villaggio sociale. concepito in una visione che immaginava, prevedeva simultaneamente luoghi, lavoro e collettività tutte comprese in una struttura “colta e popolare”, secondo le parole di bruno zevi.

una visione che mescolava architettura, persone, azienda e lavoro in una fenomenale esperienza di vita, importante al punto da restare impressa nella memoria di adulti e bambini che l’hanno vissuta.

l’architettura fortunatamente anti-vernacolare delle ville, unita ad un tracciato urbanistico chiaro e gerachico e lo studio appassionato dei dettagli e delle composizioni anche cromatiche delle costruzioni, hanno concesso tonalità “poetica” al lavoro di gellner (ancora nelle parole di bruno zevi).

una visione che solo negli anni del boom economico poteva scaturire e che solo accompagnata da spiriti creativi ed intraprendenti, anche “dirigistici”, di certo autorevoli, poteva essere realizzata.

le personalità protagoniste sono ben tratteggiate nel documentario e sorprendenti appaiono le immagini di archivio eni che mostrano e commentano il villaggio in cadore ed anche la “città nuova” di san donato milanese.

il documentario raccoglie le testimonianze e racconta la vicenda dalla costruzione al lento decadimento del villaggio, scoperto per caso dagli autori, i quali, di passaggio in cadore, si sono incuriositi osservando la guglia della chiesa di gellner e carlo scarpa ed hanno esplorato i luoghi a lungo.

oggi, il futuro del villaggio, passato nelle mani della società sarda minoter, ha già avviato la vendita “al dettaglio” delle oltre 200 villette monofamiliari che componevano il villaggio, ha mantenuto in concessione d’uso il camping ad associazioni parrocchiali ed ha realizzato nuove ville secondo gli standard casaklima.

nulla di fatto per l’edificio della colonia. e nessuna informazione sulla chiesa…

due degli autori presenti in sala hanno ragionevolmente commentato chela prima cosa che è andata perduta è ovviamente il “senso di comunità” che hanno più volte percepito durante gli incontri e le interviste fatte per il film.

curiosamente (…ma nemmeno troppo!) non architetti, davide maffei e colleghi hanno in realtà concesso maturazione secondo tempi “architettonici” al loro progetto cinematografico (oltre 5 anni dall’idea alla presentazione nelle sale!), a dimostrazione di una profonda cura (ispirata dalla conoscenza del lavoro di gellner?) che è stata più volte meritatamente premiata.

il risultato è divertente e commovente. forse solo il montaggio appare in alcuni punti troppo frenetico e “lampeggiante”.

grazie.

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nyc.

esattamente come te la sei sempre immaginata e come l’hai vista nei film e contemporaneamente del tutto diversa e sorprendente!

grattacieli brutti e cafoni e magnifici e sorprendenti, buchi enormi di demolizioni e future (veloci) ricostruzioni, autocarri giganteschi che piccoli piccoli in confronto ai grattacieli percorrono le strade di manhattan fendendo fiumi gialli di taxi.

taxi ibridi! contenimento energetico per l’empire state building! i globi verdi all’esterno della stazione di polizia (grazie ed mcbain)! i parchi! brooklyn una domenica mattina! tutti a far jogging, soprattutto la mattina presto (prima del lavoro?) e poi ingurgitano beveroni di caffè freddo o succhi trasparenti di improbabile impalpabile frutta!

barboni che danzano nella coda al bagno di starbucks e appuntano meticolosamente i pensieri su libriccini improvvisati e nascosti sotto strati di giacconi.

costi imprevedibili per ogni cosa: deposito bagagli e recupero bagagli, servizio, mance, tasse della città e tasse dello stato… prezzi esposti SENZA tasse e pagamento con carte di credito. alla fine spendi più di quel che hai immaginato e nemmeno te ne sei accorto…

ma che esperienza!

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architettura in video.

il sito archdaily qui segnala il canale youtube architectures che raccoglie parecchi video-documentari di architettura.

dai classici alle opere meno note, tutti interessanti, tutti in inglese.

qui tre esempi significativi:

il dogma architettonico di mies van der rohe. un cristallo.

il trionfo senza tempo della razionalità e della produttività.

la poetica della sensibilità materica, del non finito, della luce modellatrice dei volumi, dell’immersione nel terreno naturale.

buona consultazione.

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Analisi del 2015

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2015 per questo blog.

Ecco un estratto:

Una metropolitana a New York trasporta 1 200 persone. Questo blog è stato visto circa 6.300 volte nel 2015. Se fosse una metropolitana di New York, ci vorrebbero circa 5 viaggi per trasportare altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

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archsmarter. aiuti per gli architetti.

già richiamato in un post precedente, archsmarter è un blog creato nel 2014 da michael kilkelly, architetto statunitense di midtown, connecticut.

esperto di revit e della sua personalizzazione, l’autore arricchisce il blog con consigli per il miglior uso di strumenti utili alla professione (contemporanea) dell’architetto.

del tutto condivisibile la sua convinzione che, oltre alla conoscenza approfondita di uno strumento (cad, bim, matita che sia), ad un architetto in effetti convenga saper maneggiare – o per lo meno sapere a che servono – decine di altri software e dispositivi tecnologici, indipendentemente da quanto siano “apparentemente” di pertinenza del suo mestiere quotidiano.

una serie di articoli evidenziano la sua passione e professionalità per il software BIM per eccellenza: speriamo che la fertilità delle sue suggestioni non si esaurisca.

è dalla contaminazione, infatti, dal contagio, dalla mescolanza di ingredienti anche molto differenti che scaturiscono le intuizioni e le idee, la creatività.

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expo2015. the opening.

concerto lirico e sinfonico dalla piazza del duomo a milano, alla vigilia dell’apertura degli otto mesi di expo 2015.

come e più dell’anno scorso, un’esperienza coinvolgente che dona la soddisfazione di aver contribuito alla finalizzazione di un evento di tale portata.

la gratitudine per la fortuna di aver lavorato con decine e decine di capaci maestranze che hanno oscuramente e faticosamente costruito con il “ferro”, il “legno”, la “tecnica”, lo scenario per lo spettacolo in mondovisione.

la consapevolezza, tuttavia, che il mondo dell’allestimento concerti, avendo poco a che fare con il mondo dell’edilizia, fatica, e molto, ad adeguarsi alle normative.

ma sempre di mondo del lavoro si tratta.

e sempre della sicurezza dei lavoratori ci si dovrebbe innanzitutto occupare.

senza sconti. senza scorciatoie. senza improvvisazioni.

…quelle lasciamole a chi sta SUL palcoscenico.

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torino. di nuovo. renzo piano. ancora.

interessante galleria di immagini di un cantiere diventato edificio.

di certo la vista dal livello panoramico deve essere strepitosa: il fotografo del renzo piano building workshop ha selezionato alcune riprese d’effetto.

al di là di alcune “cifre” ormai canoniche per l’archistar di genova (setti vetrati svettanti, giardini pensili o seminterrati, sale conferenze/teatrali come macchine, pelle vibrante di cristalli e moduli fotovoltaici), impressionano gli allineamenti del grattacielo con il tessuto di fondazione della città.

e mette un po’ i brividi (…no?) il panorama delle alpi in parte nascosto come da un dito davanti all’obiettivo dalla prepotente (tozza) sagoma della nuova torre.

nulla a che vedere con la cupola rampante (elegante) della mole dell’antonelli che come un ago sottile cuce il tessuto della città con il telo innevato delle motagne retrostanti.

scusa, renzo.

ne riparleremo magari dopo una gita a torino.

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